CIVICA-MENTE
La storia della costituzione italiana: dall’unità d’Italia ai giorni nostri
Di Fuccellara Emma
Siamo nel 1800: L’Italia è divisa in tantissimi stati e staterelli. Abbiamo il Regno Lombardo-Veneto sotto gli Asburgo d’Austria, il Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, il Regno di Sardegna sotto i Savoia, e poi il Granducato di Toscana sotto gli Asburgo-Lorena, lo Stato della Chiesa, ecc…
Ma nel cuore degli italiani ribolliva da tempo il bisogno di riprendersi la nazione unita che da tempo gli era stata negata. I protagonisti del risorgimento ovviamente li conosciamo già: Mazzini, Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, tutte figure fondamentali, senza le quali non avremmo l’Italia.
La prima forma di costituzione italiana fu lo Statuto Albertino, che prese il nome dal re che lo promulgò, Carlo Alberto di Savoia. Questo statuto nasce d’ apprima come “costituzione” dei territori dei Savoia, ma si estese a tutto il territorio italiano con l’unificazione.
Lo Statuto era più una “formalità” che il re concesse ai cittadini che una costituzione, si limitava a stabilire i diritti e le libertà base della persona, si concentrava sulla libertà formale dei cittadini ma non sostanziale. Era inoltre una carta flessibile, ovvero poteva essere modificata senza problemi o particolari procedure. Almeno una cosa importante che lo Statuto Albertino fece fu la divisione formale dei tre poteri.
Sapendo questi dettagli non è difficile capire come lo Statuto diventò un’arma utilissima per i fascisti: un documento ufficiale, facilmente manipolabile e facile da accedere, alla base della legge di uno stato debole che si era già piegato alle idee e alle illusioni che Mussolini gli aveva offerto. Non che sotto il governo fascista lo Statuto avesse la benchèminima rilevanza, erano le Leggi Fascistissime quelle che contavano, ma non è da sottovalutare l’importanza di avere un qualche tipo di ufficializzazione. Era pur sempre una colonna portante dell’idea, o meglio dell’illusione, della potenza e dell’importanza del potere del regno e del re. Un’ esempio di come i fascisti utilizzarono lo Statuto è la legge 2693/1928 che fece del gran consiglio del fascismo un organo di rilevanza costituzionale.
La nostra attuale costituzione entra in vigore il primo gennaio 1948. Per la prima volta nella nostra storia anche delle donne prendono un ruolo di primo piano nella sua stesura:21 dei deputati eletti erano donne.
Ha una struttura molto diversa dallo Statuto Albertino,tanto per cominciare è divisa in più sezioni:articoli 1-12 sono i diritti fondamentali, dal 13 al 54 sono i diritti e i doveri del cittadino, poi c’è l’ordinamento della Repubblica dagli articoli 55 al 139 e infine ci sono le ultime 18 comme, create appositamente per allontanare l’Italia dal suo passato monarchico e fascista. È volutamente rigida, lunga, votata, laica, compromissoria, democratica e programmatica, per evitare che il passato si ripeta.
Fonti:Wikipedia, Senato della Repubblica, “La flessibilità dello Statuto Albertino e il regime fascista” di Antonio La Spina, Studenti.it

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