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Joseph Haydn e la sua sorpresa... Col botto!






Redazione 4m




Quando si parla di grandi compositori del Settecento, il nome di Joseph Haydn compare sempre accanto a quelli di Mozart e Beethoven. Padre della sinfonia e del quartetto d'archi, musicista rispettato nelle corti europee, Haydn viene spesso immaginato come un uomo serio e rigoroso. Eppure dietro quella parrucca impeccabile si nascondeva un personaggio ironico, spiritoso e persino un po' burlone.

Haydn trascorse gran parte della sua vita al servizio della famiglia Esterházy, una delle più importanti famiglie nobili dell'Impero Austriaco. Il suo compito consisteva nel dirigere l'orchestra, comporre nuove musiche e organizzare spettacoli. Un lavoro prestigioso, ma anche molto impegnativo. Forse proprio per questo il compositore sviluppò un raffinato senso dell'umorismo che spesso riversava nelle sue opere.

L'esempio più celebre è senza dubbio la Sinfonia n. 94, conosciuta in tutto il mondo come La Sorpresa. Durante il secondo movimento, la musica procede dolcemente e con estrema delicatezza. All'improvviso, senza alcun preavviso, tutta l'orchestra esplode in un accordo fortissimo che coglie di sorpresa chiunque stia ascoltando.

Secondo la tradizione, Haydn avrebbe inserito questo effetto per svegliare gli spettatori che si assopivano durante i concerti. Che la storia sia vera o meno, il colpo di scena funziona ancora oggi e continua a far sorridere studenti e appassionati.

Ma non fu l'unico scherzo musicale della sua carriera.

Nella cosiddetta Sinfonia degli Addii (Sinfonia n. 45), Haydn escogitò una protesta elegante e geniale. I musicisti della corte erano costretti a trascorrere lunghi periodi lontani dalle loro famiglie nella residenza estiva del principe Esterházy e desideravano tornare a casa. Invece di lamentarsi apertamente, Haydn scrisse un finale sorprendente: durante l'ultimo movimento gli orchestrali smettono di suonare uno dopo l'altro, spengono le candele e lasciano il palco fino a quando restano soltanto due violinisti.

Il messaggio era chiaro: era tempo di tornare dalle proprie famiglie.

La trovata colpì il principe, che comprese l'allusione e concesse finalmente il rientro ai musicisti.

Anche nella vita quotidiana Haydn era noto per il suo carattere allegro. Amava le battute, raccontava aneddoti divertenti e non perdeva occasione per stupire amici e colleghi. La sua fama era tale che persino il giovane Beethoven, che per un periodo studiò con lui, lo rispettava profondamente, pur avendo un carattere molto diverso e decisamente meno incline agli scherzi.

Oggi ricordiamo Haydn soprattutto per il suo immenso contributo alla storia della musica: oltre cento sinfonie, decine di quartetti e alcune delle pagine più importanti del Classicismo. Tuttavia le sue opere ci mostrano anche un'altra qualità fondamentale: la capacità di sorridere.

In fondo, Haydn aveva capito una verità che vale ancora oggi. La musica può commuovere, emozionare e far riflettere, ma può anche giocare, sorprendere e divertire. E forse è proprio questo che rende i suoi capolavori ancora così vivi dopo oltre due secoli.

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